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Verità o leggenda: Gargnano, il luogo dove gli abitanti antichi divennero Carpioni

Via Carpione a Villavetro di Gargnano

Di leggende su come nacquero i carpioni, i salmonidi che vivono esclusivamente nel lago di Garda, ne esistono delle più diverse.

Da quelle che li legano alle preziose pergamene di Catullo, come racconta il saggio “La leggenda vien mangiando”, a quelle che li vedono come la trasformazione del brigante Carpio e dei suoi scagnozzi, come documentato in “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda”. Nel romanzo “Il Sigillo di Sarca”, invece, Carpio cambia del tutto ruolo, trasformandosi da pirata a romantico amore di una ninfa del lago.

Di certo, fra tante versioni, esiste una leggenda sulla nascita dei carpioni che è ambientata in un paese strettamente connesso a tutta l’attività della pesca, ovvero Gargnano. Oltre ad aver vissuto per molto tempo di questa attività, i gargnanesi avevano come genius loci una giovane divinità di nome Grineo, da cui il paese prese il nome e che appartiene alla mitologia del lago di Garda, e la cui storia può essere ritrovata fra le pagine di “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda” o, in forma narrativa, fra quelle di “Gardesaniana”.

Per ritrovare a Gargnano l’origine leggendaria dei carpioni gardesani dobbiamo prima spingerci sull’Olimpo e, per la precisione, fra le fila dei tanti figli di Zeus.

il dipinto di Andrea Celesti a Gargnano: il dio Benaco (o Nettuno) con limoni e carpioni

Una leggenda di Gargnano che ha origine sull’Olimpo

Proprio sull’Olimpo, il monte degli dèi, si collocava Hermes o Ermete, che il padre degli dèi aveva generato con Maia, la più giovane delle Pleiadi.

Hermes era considerato un messaggero come il suo corrispondente romano Mercurio ed era protettore dei commerci, ma con una allusione diversa da quella assegnata ad Atena Minerva: mentre la dea della ragione era vocata a rappresentare la furbizia e l’intelligenza dei commercianti sotto un profilo positivo legato ai loro meriti, il ruolo di Hermes veniva legato principalmente a proteggere i mercanti che pensavano a vendere e a guadagnare anche con qualche piccolo imbroglio, rendendoli di fatto anche un po’ “ladruncoli”.

Erano commercianti di questa natura a essere accolti sotto l’ala di Hermes, che viaggiava con faretra e frecce pronto a intervenire per sedare gli animi di individui di questa natura. O almeno così viene raccontato questo personaggio quando, durante uno dei suoi lunghi viaggi intorno al mondo, giunge stremato a Gargnano.

Hermes a Gargnano e la nascita dei carpioni

Il carpione in uno dei capitelli del chiostro di San Francesco a Gargnano

Proprio a Gargnano, sul lungolago, forse accarezzato dalle brezze gardesane e cullato dal suono delle onde del lago di Garda, Hermes si sdraia e finisce per addormentarsi profondamente.

La sua presenza tuttavia non passa inosservata: i gargnanesi, che a quel tempo a buon diritto appartenevano alle fila dei suoi protetti, durante la notte gli rubano tutte le armi, così che Hermes si risveglia e scopre di non avere più niente con sé.

Nulla può, contro il furore di una divinità, come del resto avviene in tutte le leggende: furioso, Hermes chiama a raccolta tutti gli abitanti e, a uno a uno, li trasforma in pesci, in “carpioni”, dato che hanno “carpito” tutto ciò che egli possiede.

I carpioni ancora oggi a Gargnano

La leggenda non ci dice da dove arrivino i gargnanesi di oggi, se qualcuno degli antichi abitanti sia stato risparmiato perché innocente. Ciò che è certo, però, è che ancora ai giorni nostri la città di Gargnano è profondamente legata ai carpioni, la cui presenza è ancora forte e suggestiva attraverso tre loro figure custodite in città.

Una bella rappresentazione di un carpione si trova in uno dei capitelli del chiostro dell’ex convento di San Francesco, in centro a Gargnano.

Così come nel palazzo comunale di Gargnano è custodito un dipinto attribuito ad Andrea Celesti nel quale è raffigurato il dio Nettuno (o il dio Benaco) che circondato dai simboli del lago di Garda, i limoni e i carpioni.

Inoltre al carpione, nella frazione di Villavetro di Gargnano, è addirittura dedicata una piccola via, Via Carpione.

Verità o leggenda?

Sarà per il legame tra Gargnano e la pesca, sarà per l’aura magica che i carpioni possiedono: ma ancora oggi, anche se non è possibile mangiare il carpione, le leggende che lo avvolgono non sono sparite.

Ai tanti aneddoti dal sapore leggendario che circondano questo pesce è dedicato un lungo capitolo nel saggio “La leggenda vien mangiando”: un percorso in 180 leggende sulla nascita di cibi e vini, nel quale il lago di Garda e i suoi carpioni non potevano non essere protagonisti.