Verità o leggenda: Iside attorno al lago di Garda

Da Malcesine a Toscolano, da Salò a Volciano, fino ad Avio, tracce della grande dea egizia

Uno dei capitelli del presunto tempio di Iside a Malcesine

Il culto di una grande dea egizia circonda alcuni luoghi del lago di Garda e della regione che lo circondano: Iside, moglie del dio della morte Osiride, è un personaggio curiosamente ricorrente nella zona benacense.

I luoghi in cui la sua presenza in zona è nota e attestata sono sicuramente Malcesine, Verona e Acquanegra sul Chiese, ma esiste anche un curioso riferimento alla presenza di Iside e del marito, in tempi antichi, nella zona di Salò, Toscolano e Volciano.

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Verità o leggenda: Diana: tra selve e leggende, tracce della dea della luna e dei boschi attorno al lago di Garda

Iside e Diana in Valtenesi e sul Garda Bresciano

Nel trionfo rigoglioso dei boschi e selve che circondano il lago di Garda un ruolo unico e misterioso è quello ricoperto dalla dea Diana, la dea lunare che opera nell’aria, nell’acqua e nella terra e che era associata proprio alla “silva”. Regno di Silvano, con cui condividevano il nome, gli antichi boschi erano “silvae”, “selve”, e accoglievano in modo privilegiato anche la grande dea vergine e “selvaggia” Diana.

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Verità o leggenda: Cinque pietre sacre della regione del lago di Garda che non esistono più

Arrivò una nuova religione che distrusse le pietre che erano considerate sacre dalla fede che la precedeva.

Arrivò un nuovo sovrano che fece scomparire ciò che rappresentava i vecchi poteri.

Arrivò chi dovette fare di necessità virtù, e rubò la vecchia pietra per farne un camino per scaldare la propria casa.

Arrivò l’egoismo di avere in casa propria quella pietra così importante.

Arrivò l’indifferenza verso il proprio paese e le sue storie, e le vecchie pietre vennero distrutte o utilizzate per costruire qualcosa di nuovo, che non solo non aveva storia ma non riconosceva neppure la storia del passato.

Il più delle volte, semplicemente, arrivò qualcuno che fece sparire le vecchie pietre, e nessuno le cercò più.

Ci sono (almeno) 5 pietre sacre della regione del lago di Garda che oggi non esistono più.

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Verità o leggenda: La fonte “Le Bagnolo”, una vecchia storia di Sedena di Lonato

Su una delle dolci colline che si ergono attorno a Sedena di Lonato secondo una leggenda abitavano le tre più belle ragazze del paese.

Essendo le tre sorelle ben consapevoli del dono che avevano avuto dalla natura, tutte e tre ben vestite andavano in giro la domenica oppure in occasione delle altre feste per farsi vedere e ammirare.

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Verità o leggenda: Suggestioni sul dio Pan dal lago di Garda alla pianura

Una statua del dio Pan nell’isola di Jersey, Inghilterra

Potente, selvaggio, primitivo, energico e sessualmente esplosivo: il dio Pan rappresenta la natura, la pastorizia, la vita di campagna e tutto il fascino evocativo e lussureggiante che avvolge questi ambienti.

Una figura così legata al mondo della natura e dei suoi frutti, a ciò che di rigoglioso ed esuberante essa può offrire, non poteva non trovare casa anche fra le terre che circondano il lago di Garda, in un ambiente che attraversa le forme delle colline sacre fin dall’antichità e giunge anche nelle propaggini di pianura di quelle numerose selve (in primis la Selva Lugana) che un tempo avvolgevano questi territori.

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Verità o leggenda: Il Garda, un lago che buca la pietra

Fin dall’antichità la pietra forata è sempre stata considerata magica, sacra, in qualunque cultura del mondo. Quella particolare combinazione di forza e costanza con cui l’acqua o un’altra condizione naturale finisce per bucare la pietra senza intervento umano non poteva che assumere una grandissima importanza rispetto al senso di mistero che impernia la storia dell’uomo.

E di fronte a un elemento come la pietra forata naturale che ricorre in tante culture diverse, e che rivela la sua presenza in ogni luogo d’acqua, può essere curioso cercare un legame con essa anche attorno al lago di Garda: nelle terre che circondano l’antico Benàco infatti è possibile in alcuni luoghi osservare delle pietre di dimensioni più o meno ragguardevoli che riportano dei buchi creati dalle forze della natura, ma più semplicemente è anche possibile rinvenire dei piccoli ciottoli bucati sulle varie spiagge attorno al lago.

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Verità o leggenda: I riti delle Anguane lavandaie e la Pentecoste: tradizioni attorno al lago di Garda

La statua della Donna del Lago a Salò

Nelle tradizioni popolari del mondo intero molto importante è il ruolo simbolico ricoperto dalle lavandaie.

Queste donne, spesso incaricate del bucato non solo di famiglia ma anche per conto di altri nuclei familiari più agiati, sono personaggi che fino a pochi decenni fa si potevano vedere abitualmente anche attorno al lago di Garda, su quelle stesse spiagge che invece oggi sono destinate praticamente a un uso solo turistico.

In Italia, e in particolare nel nord Italia, il folklore le ha spesso utilizzate e fatte proprie rappresentando come lavandaie alcune creature sovrannaturali legate per nascita ai fiumi e alle acque dolci: l’esempio più lampante è quello delle Anguane.

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Verità o leggenda: Cornelia Quintiliana da Salò, la strega Quinti condannata nel 1593 e la cronaca storica

Uno dei personaggi ricorrenti nella Saga delle Streghe Quinti è quello di Cornelia Quintiliana, che visse nel primo Rinascimento a Salò: antenata della protagonista dei tre romanzi Brunella Quinti, il 20 settembre 1593 Cornelia fu condannata per stregoneria.

Per via della terribile storia di Cornelia, che nei romanzi (a differenza di quanto è accaduto per molto tempo nella realtà) risulta nota sulla riviera gardesana e fino a Manerba, Brunella diventerà la “portaiella”, “befana”, “strega” del paese, segnando tutta la sua vita e il suo isolamento durante l’infanzia e l’adolescenza, così come raccontato nel romanzo iniziale della trilogia “Il Sigillo di Sarca”.

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Verità o leggenda: Gabriele d’Annunzio e il 1921, l’arrivo a Gardone Riviera e la pubblicazione del Notturno

L’anno 1921 fu un anno fatidico per la vita di Gabriele d’Annunzio: il giorno 1 febbraio di quell’anno, infatti, il Vate giunse a Gardone Riviera affittando la villa che avrebbe trasformato nel Vittoriale degli Italiani, con l’obiettivo di completare una delle sue opere più emblematiche, il Notturno.

Il 2021 segna dunque il 100° anniversario del suo arrivo sulle sponde gardesane e del lavoro di revisione del Notturno, nonché della pubblicazione che sarebbe avvenuta nei mesi a seguenti.

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