Verità o leggenda: Una scappatella fra i segreti di Mantova

skyline mantova

A chi abbia raggiunto Mantova nei giorni del suo appuntamento più famoso, il Festivaletteratura, essa sarà sembrata una città spumeggiante di scambi culturali e letture, piena di vita e curiosità. In realtà, durante il resto dell’anno, per la maggior parte del tempo la piccola città lombarda giace placida e addormentata con il capo appoggiato sui tre laghi, Superiore, Di Mezzo e Inferiore, che il Mincio forma lungo il suo percorso dal Garda al Po.

Eppure, qualche vento a Mantova soffia comunque. Per lo meno, esiste una leggenda che parla non tanto del vento (che la sera, poveretto, rincasa stanco dopo aver scorrazzato tutto il giorno e quindi va a dormire presto), quanto della venta, sua moglie, cui non par vero, dopo che il consorte si è abbandonato al sonno, di poter scappare fuori e andare a fare quattro salti, per sollevare un po’ di polvere, far sbattere qualche imposta e fare arrabbiare un po’ qualche povero diavolo. In ogni caso, dopo questa scappatella innocente, la venta rientra a casa soddisfatta, tornando placida nel letto coniugale.

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Verità o leggenda: Sherlock Holmes e il lago di Garda, un’indagine con risvolti inaspettati

La possibilità che Sherlock Holmes o il suo creatore, lo scrittore Arthur Conan Doyle, siano mai passati per il lago di Garda, sarebbe un caso perfetto per gli amici del Festival Giallo Garda, il ciclo di incontri e iniziative a tema all’insegna del giallo che ormai dal 2016 uniscono territorio e cultura con un premio letterario di respiro internazionale.

Tuttavia parlare di una sottile relazione tra il grande investigatore Sherlock Holmes e il lago di Garda non è un solletico occasionale per gli appassionati locali del genere, bensì un tema abbastanza curioso e significativo, perché in più di un’occasione il personaggio di Arthur Conan Doyle è effettivamente entrato in contatto con elementi gardesani.

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Verità o leggenda: Lusuri, le fate luminose del Monte Baldo, tra luce, magia e mistero

Il Monte Baldo è un luogo prediletto dalle fate.

L’alta montagna veronese, spesso paragonata a un gigante e personificata come tale anche nella mitologia locale (come illustrato dal bestiario “Fantastico Garda“), è luogo in cui si raccontava che in passato – o forse ancora oggi – vivesse una particolare stirpe di fate identificate anche come entità luminose: esse erano chiamate Lusuri, termine che può essere usato sia al maschile sia al femminile, anche perché non hanno aspetto antropomorfo.

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Verità o leggenda: il culto dei gemelli Dioscuri dalla Sirmione di Catullo alla regione del lago di Garda

Dioscuro, testa custodita presso il Museo delle Grotte di Catullo a Sirmione.

Con le sue lunghe sponde gemelle, che ergendosi da nord a sud e da sud a nord si guardano specchiandosi nelle sue acque azzurre, il lago di Garda suggerisce istintivamente di possedere una natura doppia e ha favorito da sempre storie e culture di personaggi magici quali i gemelli.

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Verità o leggenda: Il cacciatore Gracco, il racconto di Franz Kafka ambientato a Riva del Garda

Via Franz Kafka a Riva del Garda

Lo scrittore Franz Kafka ebbe un rapporto curioso con il lago di Garda, e in particolare con la città di Riva del Garda, come spiegato nel libro “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda“.

Per omaggiare i lettori del mio saggio, ma ovviamente non solo, qui di seguito pubblico il testo integrale del racconto “Il cacciatore Gracco”, scritto nella prima metà del 1917.

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Verità o leggenda: 100 anni fa a Sirmione, quando Ezra Pound era influencer per James Joyce

1920-2020: nel giugno di quest’anno ricorrerà un centenario che riguarda la letteratura europea e molto da vicino il lago di Garda, ovvero quello dell’incontro a Sirmione tra James Joyce ed Ezra Pound.

Un evento storicamente avvenuto, come provano i carteggi scambiati tra i due autori ma anche con altri soggetti, che viene ricordato fra gli importanti avvenimenti e i passaggi letterari che, nel corso del tempo, hanno incrociato il lago di Garda.

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Verità o leggenda: Spiriti inquieti e figure di fantasmi attorno al lago di Garda: i Manes e il mese di febbraio

Vi sono luoghi, attorno al lago di Garda, dove i fantasmi delle epoche passate ancora oggi sembrano pronti, in ogni momento, a chiacchierare con l’uomo odierno.

Rocche misteriose si ergono qua e là, specchiandosi nel lago, e le loro storie sono narrate in “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda”; sulle colline e lungo il Mincio, invece, tuttora risuonano colpi di cannone e presenze senza pace legate alle battaglie, come raccontano “Misteri Morenici” e “Mincio Magico”. Un periodo dell’anno in cui questi segnali acquistano un significato ancor più inquietante e profondo è proprio quello che stiamo vivendo.

Febbraio era un tempo il “mese dei morti“. Lo era per gli antichi Romani, che lo legavano al culto e al rispetto dei trapassati, i “Mani”, protettori dei morti ma morti loro stessi; i Romani li consideravano i loro antenati immortali buoni, ovvero parenti e antenati che continuavano a proteggerli anche dopo essere diventati spiriti e che proteggevano chi moriva; spesso essi non erano solo “ombre” indefinite, ma veri e propri spiriti individuali ben identificati. Sulle epigrafi li richiamavano con gli acronimi DM (Dèi Mani) o DMS (Dis Manibus Sacrum) o anche con diciture più complete. Lo scopo di evocarli sulla pietra era dare protezione alle aree sepolcrali e a chi era appena trapassato.

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Verità o leggenda: A Limone sul Garda il vero elisir di lunga vita

Una leggenda gardesana racconta che il nome Limone appartenesse non solo a questo frutto, ma anche a un giovane semidio, figlio del dio del lago di Garda, Benàco, come evidenzia anche la Genealogia degli dèi del lago a questo link: Limone era, nella tradizione, colui che custodiva l’agricoltura e tutti i suoi frutti attorno al lago di Garda. Le avventure di questo semidio lo condussero nei vari luoghi gardesani, finché un’avventura straordinaria (che è divenuta un vero e proprio racconto che fa parte dell’antologia Gardesaniana) non lo portò a ricoprire più stabilmente il suo ruolo e, forse, a risiedere proprio nel luogo a cui diede il nome.

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Verità o leggenda: Una strega a Riva del Garda? Un processo del basso Trentino dolciniano

 

Fra Dolcino – Fonte immagine: Wikipedia

 

Dal 20 dicembre 1332 al 20 marzo 1333 tra Riva del Garda e Trento si tenne un processo contro alcune donne sospettate di essere simpatizzanti degli Apostoli, il movimento eretico che aveva come riferimento Fra Dolcino. Leggi tutto “Verità o leggenda: Una strega a Riva del Garda? Un processo del basso Trentino dolciniano”

Verità o leggenda: Tra malocchio e galline nere a Desenzano del Garda

Tra le vecchie cronache del paese di Desenzano del Garda ve ne sono alcune che oggi, superficialmente, potrebbero anche strappare un sorriso.

Storie di sguardi, di gesti banali, di piccoli oggetti che finiscono per assumere un’importanza o, improvvisamente, vengono notati: da tutte queste cose, un tempo, nascevano le accuse e poi i processi alle streghe, ma nel Novecento l’Inquisizione era ormai un ricordo ammuffito fra le vecchie carte.

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