Verità o leggenda: Gabriele d’Annunzio e il 1921, l’arrivo a Gardone Riviera e la pubblicazione del Notturno

L’anno 1921 fu un anno fatidico per la vita di Gabriele d’Annunzio: il giorno 1 febbraio di quell’anno, infatti, il Vate giunse a Gardone Riviera affittando la villa che avrebbe trasformato nel Vittoriale degli Italiani, con l’obiettivo di completare una delle sue opere più emblematiche, il Notturno.

Il 2021 segna dunque il 100° anniversario del suo arrivo sulle sponde gardesane e del lavoro di revisione del Notturno, nonché della pubblicazione che sarebbe avvenuta nei mesi a seguenti.

Gabriele d’Annunzio e Gardone Riviera, il primo periodo al futuro Vittoriale degli Italiani

Era il 1° febbraio del 1921 quando Gabriele d’Annunzio arrivò sul lago di Garda, affittando per un anno la villa che, in precedenza, era stata sequestrata dal Governo italiano al dottor Thode come risarcimento dei danni di guerra: la residenza si trovava a Cargnacco, una contrada di Gardone Riviera.

D’Annunzio si era appena lasciato alle spalle le vicende belliche della Prima Guerra Mondiale, nella quale aveva avuto un ruolo in prima linea ma anche propagandistico. Dopo il volo fatto il 22 agosto 1915 sopra Trieste, il 16 gennaio 1916 durante un atterraggio di emergenza il Vate era rimasto ferito all’occhio e alla tempia destra, episodio che gli lasciò gravi conseguenze all’occhio, tanto da doverlo lasciare spesso nella penombra; e nei mesi seguenti, trascorsi a Venezia con le cure della figlia Renata, durante la convalescenza aveva composto un’opera dedicata in buona parte all’esperienza della guerra, dal titolo “Il Notturno”, redatto su piccoli cartigli.

«Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al defunto dottor Thode. È piena di bei libri… Il giardino è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in declivio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il Notturno» scriveva d’Annunzio del suo arrivo al futuro Vittoriale degli Italiani.

Non solo Gabriele d’Annunzio qui in seguito completò il lavoro sul Notturno, ma il 31 ottobre di quello stesso anno acquistò la villa per un importo di 130.000 lire.

Il Notturno: il “comentario delle tenebre”

la copertina di Adolfo de Carolis della prima edizione del Notturno di Gabriele d’Annunzio, pubblicata nel 1916 (immagine tratta da wikipedia)

Per d’Annunzio il Notturno era il “comentario delle tenebre“, un’opera che raccoglieva i ricordi di guerra e le sue riflessioni, scritte in un momento molto particolare quale la convalescenza dopo la ferita all’occhio che l’aveva reso “l’orbo veggente”: un insieme di pensieri che inseguivano le sensazioni, le sofferenze e le visioni che raggiungevano Gabriele d’Annunzio in quei giorni in cui era immerso nel buio.

A rendere singolare l’opera era anche la modalità in cui venne composta: le parole furono dal Vate vergate su cartigli, piccole striscioline di carta, che fu la figlia Renata a fissare su una tavoletta di legno affinché il padre potesse scrivere e poi a sistemare nell’ordine corretto, guadagnandosi così il titolo e il ruolo di “Sirenetta” che le venne attribuito nel Notturno.

Il Notturno uscì nella sua versione definitiva il 22 novembre 1921, cinque anni dopo la stesura dei cartigli e dopo una lunga revisione fatta a Gardone.

Alcuni passaggi:

“Chi non teme la morte, non muore. E la morte non vuole chi la cerca.”

“L’occhio è il punto magico in cui si mescolano l’anima e i corpi, i tempi e l’eternità.”

“La parola che scrivo nel buio, ecco, perde la sua lettera e il suo senso. È musica.”

Il Monte Corno di Desenzano: prima scelta di d’Annunzio?

Un aneddoto suggestivo raccolto in loco, e che per ora non ha trovato conferma in nessun appunto o documento scritto, racconta che la prima scelta di Gabriele d’Annunzio per trovare una residenza sul lago di Garda non fu Gardone, ma il Monte Corno di Desenzano del Garda.

Alla collina desenzanese, teatro fin da tempi remoto di particolari riti testimoniati in vari momenti storici e vari documenti (per approfondimenti vedasi “Misteri Morenici“), sarebbe poi stata preferita la villa di Cargnacco.

Il legame tra d’Annunzio e il Monte Corno non passerebbe dunque solo per la Saga delle Streghe Quinti e per il terzo romanzo “La leggenda degli amanti del lago“, e dunque per le avventure della protagonista Brunella? Chissà se in futuro sarà possibile saperne di più.

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Verità o leggenda?

Le vicende di d’Annunzio sono una verità storica, ma i lettori e le lettrici più attenti coglieranno una serie di dettagli suggestivi a cui questi fatti fanno riferimento.

In primis è difficile non notare le due date che legano d’Annunzio e il Vittoriale riportate in questo articolo, che pur essendo reali rievocano momenti del calendario particolarmente pregni di magia, come il 1° febbraio (celebrazione di Imbolc) e il 31 ottobre (celebrazione di Samhain).

Casualità o scelta intenzionale di un cultore dell’esoterismo come d’Annunzio? Questo argomento potrebbe essere fonte di approfondimenti in futuro qui sul blog.

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