Verità o leggenda: Una scappatella fra i segreti di Mantova

skyline mantova

A chi abbia raggiunto Mantova nei giorni del suo appuntamento più famoso, il Festivaletteratura, essa sarà sembrata una città spumeggiante di scambi culturali e letture, piena di vita e curiosità. In realtà, durante il resto dell’anno, per la maggior parte del tempo la piccola città lombarda giace placida e addormentata con il capo appoggiato sui tre laghi, Superiore, Di Mezzo e Inferiore, che il Mincio forma lungo il suo percorso dal Garda al Po.

Eppure, qualche vento a Mantova soffia comunque. Per lo meno, esiste una leggenda che parla non tanto del vento (che la sera, poveretto, rincasa stanco dopo aver scorrazzato tutto il giorno e quindi va a dormire presto), quanto della venta, sua moglie, cui non par vero, dopo che il consorte si è abbandonato al sonno, di poter scappare fuori e andare a fare quattro salti, per sollevare un po’ di polvere, far sbattere qualche imposta e fare arrabbiare un po’ qualche povero diavolo. In ogni caso, dopo questa scappatella innocente, la venta rientra a casa soddisfatta, tornando placida nel letto coniugale.

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Verità o leggenda: Lo strano caso di come gli scritti di Catullo andati perduti sono giunti a noi

Il viso di Catullo (busto a Sirmione)

Non tutti gli scritti dell’antichità classica sono giunti fino a oggi.

Gli studiosi calcolano che solo una minoranza di essi sia ancora patrimonio dell’umanità ai giorni nostri, mentre buona parte delle opere antiche, a un certo punto della storia, sono andate perdute: la stima è che sia arrivato a noi solo il 10% della letteratura latina e appena l’1% di quella greca.

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