Verità o leggenda: Spiriti inquieti e figure di fantasmi attorno al lago di Garda: i Manes e il mese di febbraio

Vi sono luoghi, attorno al lago di Garda, dove i fantasmi delle epoche passate ancora oggi sembrano pronti, in ogni momento, a chiacchierare con l’uomo odierno.

Rocche misteriose si ergono qua e là, specchiandosi nel lago, e le loro storie sono narrate in “Leggende, curiosità e misteri del lago di Garda”; sulle colline e lungo il Mincio, invece, tuttora risuonano colpi di cannone e presenze senza pace legate alle battaglie, come raccontano “Misteri Morenici” e “Mincio Magico”. Un periodo dell’anno in cui questi segnali acquistano un significato ancor più inquietante e profondo è proprio quello che stiamo vivendo.

Febbraio era un tempo il “mese dei morti“. Lo era per gli antichi Romani, che lo legavano al culto e al rispetto dei trapassati, i “Mani”, protettori dei morti ma morti loro stessi; i Romani li consideravano i loro antenati immortali buoni, ovvero parenti e antenati che continuavano a proteggerli anche dopo essere diventati spiriti e che proteggevano chi moriva; spesso essi non erano solo “ombre” indefinite, ma veri e propri spiriti individuali ben identificati. Sulle epigrafi li richiamavano con gli acronimi DM (Dèi Mani) o DMS (Dis Manibus Sacrum) o anche con diciture più complete. Lo scopo di evocarli sulla pietra era dare protezione alle aree sepolcrali e a chi era appena trapassato.

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